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La Finanziaria toscana 2011 non perda di vista l’agricoltura

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finanziaria.jpg La Cia Toscana indica alcune proposte al DPEF della Regione Toscana

L’agricoltura – dice il presidente Cia Pascucci – deve essere considerata come settore produttivo, senza di essa non ci sarebbero il territorio ed il paesaggio toscano

Per l’agricoltura toscana in crisi servono strategie e scelte politiche tempestive e che producano ricadute concrete ed efficaci. Lo sottolinea la Cia Toscana, che analizza il documento di programmazione economica e finanziaria del 2011, che indica politiche di sviluppo incentrate da un lato sulla centralità del patrimonio umano ed imprenditoriale della Toscana, dall’altro sulla valorizzazione del patrimonio territoriale di cui la Toscana dispone, si presentano concrete ed improntate a criteri di gestione efficiente ed efficace, -in questo senso – sottolinea il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci - convince l’accento posto sul tema della riforma della “governance” regionale, e la determinazione dichiarata ad affrontare tale tema in tutte le sue articolazioni, dal sistema della programmazione alla “macchina” regionale-.

Per quanto riguarda il capitolo del DPEF “Competitività del sistema regionale e capitale umano”, la Cia Toscana  specifica la suddivisione tra “Politiche per le attività produttive (extra agricole)” e “Politiche per l’agricoltura” lascia intendere il permanere di una riserva culturale nel considerare l’agricoltura come settore produttivo, la Cia chiede perciò che si metta sullo stesso piano l’intera economia regionale -perché senza l’agricoltura – afferma Pascucci – non può esserci la tutela del territorio, del paesaggio, non può esserci sostenibilità, insomma cambierebbe radicalmente l’ambiente della Toscana-. Cia Toscana apprezza che il documento evidenzi l’importanza di strutturare la filiera attraverso progettualità che mettano in connessione produzione, trasformazione e commercializzazione, -occorre intervenire – spiega Pascucci - con adeguate politiche ed interventi per rafforzare l’organizzazione economica e la capacità competitiva delle imprese-. Il documento dedica poi attenzione al tema dell’innovazione: le imprese agricole, infatti, per limiti strutturali derivanti dalle dimensioni aziendali medie, ritengono necessario rilanciare il tema del sistema dei servizi di sviluppo agricolo, per animare e gestire percorsi innovativi che producano reddito e nuove opportunità per le imprese, con una regia pubblica fortemente ancorata alle strategie di politica regionale. Per le politiche ambientali la Cia ritiene necessario che sia inserito il tema dell’accumulo idrico e della soddisfazione dei fabbisogni idrici per usi plurimi e per l’irrigazione, dotando la Toscana di una capacità di invaso che limiti l’emungimento dalle falde sotterranee, attraverso congrui investimenti in piccoli e medi invasi ed opere collegate. Fondamentale per la Cia Toscana è poi il riordino della “governance”; mentre, infine, per le comunità rurali (popolazioni ed imprese) non si può prescindere l’infrastrutturazione, la disponibilità di servizi e di mobilità che assicurino adeguati livelli di competitività e di qualità della vita.

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