Gli agricoltori toscani scendono in piazza a Montecitorio “prima che l’agricoltura chiuda”
Nella manovra finanziaria inserire la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali e reintrodurre il “bonus gasolio”. Quote latte: una vergogna da 1,7 miliardi di euro a spese dei contribuenti italiani
Ormai per le imprese agricole è “allarme rosso” e gli agricoltori toscani della Cia scendono in piazza per protestare, direttamente davanti a Montecitorio. La situazione è drammatica. I costi produttivi, contributivi e burocratici sono alle stelle – sottolinea la Cia Toscana -, i prezzi praticati sui campi sono da tempo in crollo verticale, i redditi sono sempre più falcidiati. Così decine di produttori rischiano di chiudere le proprie aziende in tutta la regione. C’è l’impellente necessità di interventi urgenti e concreti in grado di garantire una “boccata d’ossigeno” ai tanti agricoltori che oggi operano in grave affanno. Ed è per questa ragione che la Cia Toscana, insieme alla Cia nazionale e regionali, ha deciso lo stato di mobilitazione che avrà il suo primo importante appuntamento domani giovedì prossimo 22 luglio a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, dove centinaia di imprenditori agricoli daranno vita ad un grande sit-in di protesta per reclamare una maggiore attenzione verso i loro problemi dal governo e dal mondo politico. -Non si tratta -afferma Giordano Pascucci presidente Cia Toscana - di una scelta causale. La manifestazione si terrà, infatti, in concomitanza della discussione alla Camera della manovra finanziaria, appena approvata dal Senato-. In particolare, la Cia chiede: la proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali (in scadenza il prossimo 31 luglio) per le imprese che operano nelle zone svantaggiate e di montagna e che utilizzano manodopera (proroga che, tuttavia, deve essere propedeutica ad una riforma tesa a ridurre i costi contributivi a tutte le aziende agricole); la reintroduzione del “bonus gasolio” per le serre e che deve essere esteso a tutta l’imprenditoria agricola; il rispetto delle legalità e la salvaguardia degli allevatori che sono stati alle regole nel contesto delle quote latte. - E’ vergognoso – dice Pascucci - che in questi anni si siano trovati 1,7 miliardi (a spese dei contribuenti italiani) per pagare le multe delle quote latte che i soliti furbi si sono ben guardati dal versare e per l’agricoltura, che sta vivendo una crisi drammatica, non si è riusciti a reperire un solo centesimo con la manovra finanziaria. “Il settore vive una delle crisi più difficili degli ultimi trent’anni. E’ assurdo – prosegue la Cia Toscana - che nei confronti degli agricoltori continui ad esserci un assordante silenzio. Il settore primario ha, invece, bisogno di strategie ben diverse. Di misure che diano reali sostegni agli imprenditori e valorizzino il ‘made in Italy’. Provvedimenti in grado di assicurare nuovi margini di manovra per le aziende. In due anni le misure del governo non danno alcuna risposta. -Ecco perché - conclude Pascucci - torniamo a mobilitarci. Vogliamo un’immediata svolta-.
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